LA STORIA DEL NEGOZIO ZECCHI
La presenza di un negozio di colori in via dello Studio a Firenze risale a tempi piuttosto lontani.
A memoria degli attuali titolari vi esisteva già una bottega di colori nella seconda metà dell’Ottocento: si chiamava “Colorificio Toscano” ed occupava i locali in fronte all’attuale negozio, che peraltro ha cambiato sede solo recentemente, nel 1974. Conserviamo ancora alcuni oggetti dell’antica bottega, fra cui l’insegna d’epoca dipinta su vetro. Negli anni ’20 del Novecento un abile uomo d’affari fiorentino, Ugo Ercoli, rilevò quel negozio e lo trasformò in punto di rivendita dei colori da lui prodotti nella sua fabbrica di Calenzano. Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale Ercoli assunse come dipendente il futuro padre degli attuali proprietari, Adolfo Zecchi. Egli si guadagnò rapidamente una tale fiducia da parte di Ugo Ercoli e di suo figlio Aldo, che gli venne lasciata la possibilità di riscattare l’attività nel giro di pochi anni. Quindi, all’inizio degli anni ’50 del Novecento, l’attività divenne di proprietà della famiglia Zecchi.
A quei tempi il negozio era una delle tipiche “mesticherie” fiorentine dove si vendevano colori per artisti ed artigiani, ma anche articoli meno “nobili” come, ad esempio, i casalinghi. Era proprio in quel periodo che, come ogni “figlio di bottega” che si rispetti, Sandro e Massimo Zecchi, allora ancora bambini, giocavano nel retro del negozio contribuendo all’attività già con piccoli lavori e commissioni. All’inizio degli anni ’70, in concomitanza con l’ingresso ufficiale nella ditta di Sandro e Massimo, fu decisamente incrementata la specializzazione nella rivendita di colori e di materiali per le Belle Arti; da allora in poi si cercò soprattutto di valorizzare l’aspetto della ricerca e del recupero delle antiche tecniche artigianali e pittoriche della tradizione fiorentina, ormai purtroppo perlopiù dimenticate o sempre più relegate ad un ruolo di secondo piano. A questo scopo la ditta operò una vasta ed accurata ricerca sui materiali tradizionali ancora reperibili all’epoca, prodotti o lavorati dagli artigiani fiorentini secondo antiche formule “segrete” tramandate di generazione in generazione.
La guida in questo lavoro è stato il “Libro dell’arte” di Cennino Cennini, artista fiorentino della fine del ‘300 preziosissimo manuale di pittura divenuto dal rinascimento in poi una vera “Bibbia” per tutti gli artisti.
Si scoprì così che tanti degli attrezzi, dei colori e dei materiali utilizzati in alcune di queste botteghe artigianali venivano ancora fabbricati o realizzati in maniera pressochè identica fin dai tempi del glorioso Rinascimento fiorentino.
Negli anni ’80 il negozio assunse l’immagine e l’impostazione attuali. A partire dal 1992, anno dell’improvvisa e dolorosa scomparsa del capostipite Adolfo, i figli Sandro e Massimo hanno portato avanti l’attività fino ad oggi.
Molti sono i riconoscimenti che sono stati attribuiti negli corso degli anni al negozio “Zecchi”, come, ad esempio, il Premio Firenze nell’edizione del 1997 e l’introduzione nella lista degli Esercizi Storici Fiorentini.
Nel negozio sono state inoltre effettuate svariate riprese video utilizzate per la realizzazione di film, programmi, e documentari televisivi italiani ed esteri. Nei locali di “Zecchi”, in particolare, sono state girate delle scene per una pellicola (“Calmi cuori appassionati”, 2001) di grande successo in Giappone, motivo per cui ancora oggi molti turisti nipponici vengono espressamente a visitare il negozio nell’ambito di un tour che li conduce attraverso i luoghi del film, ambientato in gran parte a Firenze.
Altro caso interessante è la citazione del negozio “Zecchi” nel romanzo “La prossima volta” (2004) dello scrittore francese Marc Levy, anch’esso in parte ambientato a Firenze, nel mondo dell’arte. Il protagonista del libro nel corso delle vicende della storia capita a Firenze, dove, durante una ricerca di informazioni, si presenta da “Zecchi” allo scopo di consultare un archivio storico della ditta sui colori utilizzati da un pittore del XIX secolo.
Più recentemente nel negozio è stata inoltre girata una parte del documentario internazionale “Cracking the Colour Code”, sul mondo dei colori. In particolare la ditta “Zecchi” ha contribuito alla realizzazione delle scene relative alla storia e al metodo di produzione del Blu Oltremarino di Lapislazzuli. In queste scene viene mostrato come tale preziosissimo minerale, estratto all’origine dalle cave situate nelle montagne dell’Afghanistan, arriva a Firenze, dove viene macinato, purificato e trasformato in pigmento: il colore così ottenuto viene poi applicato su una tavola rinascimentale da una restauratrice fiorentina.
Attualmente, nell’era di Internet, la ditta “Zecchi” ha assunto sempre più una connotazione internazionale, potendo contare su vasto numero di clienti ed estimatori in Italia ed in tutto il mondo.
Ogni giorno nel negozio vengono effettuate spedizioni per forniture in Italia, in Europa ed in tutti gli altri continenti.
Sono stati forniti materiali per lavori artistici importantissimi presso istituzioni quali l’Opera House di Sidney, il Paul Getty Museum di Los Angeles ed università o accademie in Giappone, Stati Uniti, Brasile, Cipro, Israele, ec. Sono stati forniti materiali anche per importanti restauri quali La cappella Brancacci, La basilica di Assisi ed il Duomo di Firenze
La ditta ha effettuato spedizioni anche in paesi “lontani” come Russia, Kazakistan, Alaska, Nuova Zelanda, Vietnam, Dubai ecc.
