Si può vendere di tutto in un e-commerce?

In senso assoluto, online è possibile avviare la vendita di moltissimi prodotti senza disporre del budget di avviamento che richiederebbe un negozio fisico. Tuttavia, i fattori da considerare vanno oltre l’investimento e riguardano la tipologia di merce, la domanda dell’utenza e il mercato in cui si venderà.

Quindi, realizzare un e-commerce per vendere che cosa? Si può davvero commercializzare di tutto su Internet? La risposta è più articolata di quanto si pensi.

 

Riflessioni utili prima della realizzazione di un e-commerce

I prodotti da vendere online

Iniziamo subito con una risposta parziale alla domanda del titolo. Online si può vendere quasi tutto. In effetti, ci sono settori merceologici per cui la vendita online è vietata o comunque rigidamente regolamentata. Stiamo parlando delle armi, ad esempio, o dei farmaci senza obbligo di ricetta, per cui in Italia solo il Ministero della Salute può autorizzarne la vendita online a farmacie che rispondono a precisi requisiti. Inoltre, come è ben ovvio, non si possono vendere sostanze illegali.

Ci sono poi prodotti che possono essere venduti online ma che richiedono specifiche attenzioni nelle spedizioni. Pensiamo, ad esempio, agli alimentari deperibili che devono per legge essere trasportati a temperature tra i 4° e i 10°. Il prodotto online può essere tranquillamente venduto, ma è necessario essere accuratamente organizzati per il trasporto rispettando le indicazioni previste dalla legge. 

Se poi l’obiettivo è vendere all’estero, è importante sapere se il prodotto che vogliamo vendere online è esportabile verso i paesi d’interesse. Alcune nazioni, infatti, hanno regole doganali molto rigide ed è fondamentale esserne al corrente prima di qualsiasi altra scelta.

Un’altra considerazione che merita riflessione quando si sceglie di sviluppare un e-commerce è il prezzo della merce venduta. Questo per due motivi. Il primo è che se un prodotto ha un alto valore, come ad esempio i gioielli, è importante che sia assicurato in tutto il suo percorso dal negozio online al cliente. Il secondo è che se il prodotto venduto è di basso valore significa, di converso, che anche le marginalità saranno basse e la lotta al prezzo online potrebbe essere molto agguerrita.

 

Il mercato di riferimento: sondare l’interesse del pubblico

Adesso è il turno del mercato in cui i prodotti del tuo e-commerce potrebbero collocarsi. Prima di realizzare un e-commerce è essenziale sapere se il prodotto, o la categoria di prodotti, che desideri vendere ha un effettivo mercato online.

Non significa vedere se ci sono altre aziende che vendono la stessa cosa, potresti essere il primo a farlo online. Si tratta, invece, di indagare cosa cercano gli utenti, con quale frequenza e in che volumi e se ciò corrisponde alla nicchia del tuo e-commerce.

Se vendi un prodotto innovativo, infatti, che nessun altro vende, è plausibile che nessuno lo cerchi, perché le persone non sono al corrente della sua esistenza. Ma potrebbero cercare una soluzione a un problema che il tuo prodotto risolve.

Facciamo un esempio. Mettiamo che il nostro desiderio sia quello di aprire un e-commerce di vestiti per animali. In effetti vediamo spesso in giro cani con giubbottini e magliette e i negozi di animali dedicano interi angoli a questi accessori. Verrebbe naturale credere che anche online ci sia la stessa richiesta. Non è così scontato.

Senza studiare i dati veri non è possibile saperlo.

Le ricerche online di abiti per cani potrebbero essere numerose (considerando tutte le varianti e sinonimie varie) ma concentrate in un breve periodo dell’anno. Oppure potrebbero essere davvero scarse al fine di avere un rapido ritorno dell’investimento. È proprio a questo che serve analizzare il mercato web. Se nessuna persona, almeno online, cerca il prodotto che vuoi vendere, il lavoro potrebbe essere davvero molto difficile.

 

I competitor: chi sta già ottenendo visibilità nel mercato di riferimento

L’analisi di mercato web serve anche a capire con chi ti confronterai nella vendita online di un determinato prodotto. Un grande competitor, anche Amazon, può essere affiancato ritagliandosi degli spazi di mercato, ma quando i big player sono molti, la partita può diventare dura, a meno che il bacino di vendite potenziali sia davvero enorme.

Per riuscire a vendere un prodotto online che molte altri e-commerce vendono esistono due strumenti: il prezzo concorrenziale e/o una proposta di valore unica. Anche in questo caso un esempio è quello che fa al caso nostro.

Sono molti gli e-commerce che in Italia vendono alimentari online. Amazon e Eataly sono grandi attori in questo mercato, tuttavia ci sono molti altri store online verticalizzati sulla vendita di prodotti gastronomici. Sono tutti destinati al fallimento? Assolutamente no. I dati del mercato online per questo settore merceologico sono molto positivi, le ricerche mensili sono tante e allora qual è il criterio per cui un e-commerce vende e un altro no?

Online vince chi riesce a vendere il prodotto giusto per una specifica esigenza. Questo vuol dire che ciò che va bene all’utenza di un e-commerce può non essere adatto a quella di un altro. Se il cliente-tipo di un negozio online è particolarmente focalizzato sul prezzo e sugli sconti, non è detto che ciò sia valido anche per un altro negozio, che magari ha puntato tutto sul servizio di spedizione in tempi brevi o sulle spedizioni internazionali.

Un errore che capita spesso a chi sta pianificando la realizzazione di un e-commerce, infatti, è di non pensare che oltre al prodotto esiste il servizio.

La domanda giusta quindi non è se si può vendere di tutto online, ma anche come lo si deve fare. Le aspettative degli utenti non sono solo verso la merce e il suo prezzo. Il servizio di spedizione, di reso, il customer care, i canali di comunicazione sono tutti elementi che possono essere molto importanti, se non addirittura decisivi, nella finalizzazione di una conversione.

  

L’obiettivo non è scoraggiare l’apertura di un negozio online, ma di dare spunti di riflessione preventivi. Troppe persone credono che realizzare un e-commerce corrisponda a successo garantito, che basti avere qualcosa da vendere e il gioco è fatto. Purtroppo non è così. Il tasso di fallimento degli e-commerce è altissimo, questa è la realtà. E quasi sempre avviene perché non c’è stata una pianificazione adeguata.

Si tratta, in generale, di creare un e-commerce avendo piena consapevolezza di quante più informazioni possibili relative a ciò che vi sarà venduto e a come lo fanno già i competitor, e chiedersi inoltre quali bisogni reali il prodotto soddisferà. Quindi, sì, online si possono vendere davvero molte cose, ma se non si sa come farlo, se l’improvvisazione impera, allora il successo non sarà così scontato…