Quanti tipi di traffico web esistono?

Su Internet viaggiano davvero tantissime persone, ma questo gran traffico non è tutto uguale. Per un’agenzia web è normale conoscerne tutte le varianti, ma per un’azienda che si appresta per la prima volta a una campagna di web marketing potrebbe non essere così scontato.

Ecco quindi una mini guida al tipo di traffico che potrebbe arrivare sul tuo sito web.

I dati di traffico: essenziali per un’agenzia web

Per prima cosa definiamo il concetto di traffico web. Si tratta del flusso di utenti che entrano nel tuo sito web ed è l’indicatore principale per capire se quello che la tua agenzia web e l’azienda stanno facendo sta andando bene.

Quando in una strategia di marketing imposto come obiettivo l’adesione a una newsletter, l’acquisto di un prodotto o il download di un e-book, solo per fare alcuni esempi comuni, dovrò intercettare utenti che poi visiteranno il sito e compiranno, ci si augura, la conversione desiderata.

Tale conversione, se associata a una campagna ben precisa, può essere monitorata impostando i parametri UTM, ovvero cinque variabili associate all’URL della pagina di destinazione (conferma d’ordine, thank you page, pagina offerta, ecc.) che permettono alla web agency di monitorare quanto una campagna è efficace tramite specifiche fonti di traffico e canali di diffusione.

Analizzando i dati del traffico web potrò quindi capire se ciò che è stato pianificato per raggiungere gli obiettivi sta funzionando. Osservando i dati ho la possibilità di apportare modifiche alla strategia, migliorare o modificare i messaggi che comunico agli utenti, insomma calibrare il tiro per arrivare al target.

Ma quanti tipi di traffico ci sono? Decisamente più di uno e si differenziano per caratteristiche degli utenti e per metodologia di acquisizione.

Le ‘temperature’ del traffico web

Iniziamo dalle varianti di traffico in base a come l’utente si pone verso il mio sito web. Ed ecco che abbiamo:

  • Il cold web traffic (traffico freddo)
  • Il warm web traffic (traffico tiepido)
  • L’hot web traffic (traffico caldo)

Ognuno di essi ha caratteristiche differenti e rappresenta un’opportunità di trasformare un visitatore in un cliente. Vediamoli nel dettaglio.

Traffico freddo

Il traffico freddo è costituito da persone che non hanno mai sentito parlare dell’azienda o del brand, a volte neppure del prodotto/servizio. Se hanno cliccato un banner o un altro tipo di annuncio o un link lo hanno fatto per il solo appeal del messaggio che scritto e non perché ti conoscono. Sono quindi in una fase molto alta del funnel di marketing, vale a dire in un momento in cui cercano informazioni e soluzioni, non sono pronti alla conversione.

Per questo tipo di traffico non è utile ambire alla presentazione dell’azienda, quanto piuttosto fornire risposte a ciò che gli utenti cercano tramite video, blog, podcast e guide. È chiaro, quindi, che la ‘temperatura’ del traffico esprime quanto un utente che ne fa parte possa essere propenso a una conversione. Più si ‘scalda’ e più questa probabilità aumenta.

‘Scaldare’ un traffico freddo, però, non è così semplice. È senza dubbio fattibile, ma richiede pianificazione, strategia e lavoro congiunto tra agenzia web e azienda. La strada più efficace è fornire a questo tipo di utenti quello che in gergo si chiama lead magnet ovvero una risorsa gratuita percepita come di grande valore, al punto che l’utente è disponibile a lasciare i propri dati personali pur di riceverla.

Con i dati di contatto a disposizione, l’azienda può ‘nutrire’ questa tipologia di traffico, fornendo informazioni, sconti, e costruendo un rapporto di fiducia che ‘scalderà’ l’utente.

Traffico tiepido

Il traffico tiepido è composto da utenti che già conoscono l’azienda, il marchio o il prodotto/servizio che offre.

Probabilmente queste persone hanno già visitato il tuo sito web, hanno letto i contenuti che hai proposto, ti seguono sui social e forse si sono iscritti anche alla newsletter, ma non hanno ancora mostrato un interesse concreto all’acquisto.

Nel loro caso continuano a essere utili tutte le tipologie di contenuto create per il traffico freddo, ma con gli utenti che già ti conoscono potrebbe essere utile spingersi oltre, offrendo demo, webinar, strumenti gratuiti, inviti a eventi oppure offerte. Si tratta di contenuti più strutturati, funzionali a spingere l’utente verso il collo del funnel di marketing, ovvero la ‘valutazione’ di effettuare un acquisto.

Traffico caldo

Il traffico caldo è composto da utenti che hanno già acquistato un prodotto/servizio dalla tua azienda. La conoscono, si fidano e ci sono buone possibilità che acquistino di nuovo.

L’obiettivo con questo tipo di utenti potrebbe essere fare upselling, ovvero portarli a ripetere l’acquisto ma verso un prodotto/servizio di maggior costo, oppure coinvolgere di nuovo quei clienti che per molto tempo non ripetono l’acquisto.

Sono anche utenti che possono diventare quello che nel digital marketing sono chiamati advocates, veri e propri ambasciatori del prodotto, una risorsa inestimabile per attivare il passaparola (ancora estremamente vincente).

Uno strumento molto funzionale con il traffico caldo sono le campagne PPC (pay per click). Le campagne pubblicitarie possono indirizzare questo tipo di utenti verso landing page specifiche, offerte, pagine prodotto, ecc.

I canali di acquisizione

Abbiamo visto le tre varianti di traffico in base al livello di coinvolgimento che l’utente ha, o non ha, con l’azienda, il brand o il prodotto/servizio che vende. Ma le visite verso un sito web si differenzia anche in base all’acquisizione.

Una agenzia web monitora le proprie attività di web marketing osservando i dati di:

  • Traffico organico: sono le visite ottenute quando un utente digita una query sulla barra di ricerca di Google (o altro motore di ricerca) e clicca su uno dei risultati ottenuti. Il traffico organico è l’indicatore per monitorare l’attività di SEO e posizionamento.
  • Traffico a pagamento: sono le visite ottenute quando un utente clicca su un annuncio pubblicitario. Può essere un annuncio sulla SERP, un annuncio dispaly, un annuncio su social network.
  • Traffico diretto: sono le visite generate quando un utente digita direttamente l’indirizzo del nostro sito web, magari trovato su un biglietto da visita, su una brochure, una pubblicità cartacea.
  • Traffico referral: sono le visite generate quando un utente clicca un link al tuo sito web presente in un altro sito internet.

 

Quindi, riepilogando, le visite verso il sito web sono uno strumento di valutazione molto importante per l’agenzia web. La tipologia di utenti, il loro comportamento, i canali di acquisizione forniscono dati utili per capire l’efficacia di una strategia o per definire nuovi obiettivi.

Francesco|Borgianni
FrancescoBorgianni