Realizzazione siti web: restyling totale oppure no?

Rifare il sito da zero o sistemare quello che già c'è? Questo è un dubbio più diffuso di quanto si pensi e se sei qui, è perché non esiste una risposta immediata a questa domanda. Noi di X-Brain ti aiutiamo a trovarla. 

Se stai valutando un restyling del tuo sito internet, significa che sei consapevole che esiste un problema, forse più di uno. È probabile che guardando il layout grafico del sito ti sembri più vecchio di Elisabetta II d’Inghilterra; magari l’ultimo aggiornamento risale al 2008 e guarda caso la frequenza di rimbalzo (bounce rate = utenti che entrano e se ne vanno subito) è alle stelle e di conseguenza dal sito web, così come è adesso, non ti contatta nessuno.

O magari, se hai dimestichezza o accesso a Google Analytics, sono mesi che controlli ogni giorno i dati sperando che crescano, ma puntualmente scopri che, se tutto va bene, sono fermi agli stessi livelli di due anni fa. Nel peggiore dei casi hai un'emorragia di traffico e non sai dove tamponare. Insomma, il quadro non è roseo.

Se vivi una situazione simile, è chiaro che il meccanismo si è inceppato. Cosa puoi fare per sbloccarlo? Di sicuro non puoi credere che la cosa si risolva da sola: devi oliare il tutto, ma nei punti giusti. Vediamo insieme come.

Dopo molte esperienze a contatto con siti web aziendali da rivedere o fare da zero, come web agency siamo piuttosto sicuri di sapere quali sono gli interventi da attuare per dare una bella spinta in avanti a quei dati di Analytics affatto incoraggianti. Sono i dati, infatti, il riferimento per capire qual è la strada giusta da percorrere per tornare a ricevere contatti dal sito web e monitorarli.

Mettiamola un po’ in termini spiccioli: potrebbe volerci il piccone o un semplice ritocco col pennello, solo che ancora non lo sai. Meglio fare delle analisi prima di decidere qualsiasi intervento (quello su misura per te!).

Restyling del sito web o ristrutturazione? La risposta è analisi “first”

Riconoscere di avere un problema è il primo passo per risolverlo, questo è evidente. Il corretto sviluppo di un sito web inizia proprio dall’analisi delle sue criticità: è da qui che partiamo per elaborare un piano di interventi per migliorare la situazione di partenza. Infatti, è importante che tu sia consapevole che un’agenzia web deve cambiare lo stato delle cose se prende in carico il tuo sito web, qualunque intervento faccia. Il punto è fare le scelte giuste e a misura di bisogni.

Come dicevamo prima, non si può decidere di intervenire con il piccone dove basterebbe un pennello. Ci sono siti dove la base c’è e funziona anche bene, altri invece che hanno bisogno di una ristrutturazione totale.

Per farti un’idea del tipo di intervento potenzialmente necessario, ecco un elenco dei problemi di solito più evidenti e le domande che suggeriscono:

1.    Problema: faccio poche visite

Domanda: hai analizzato se le tue fonti di traffico sono perfomanti?

2.    Problema: faccio poche conversioni

Domanda: hai verificato se il traffico sul sito proviene da un pubblico profilato?

3.    Problema: non genero lead

Domanda: sei sicuro che il sito sia ottimizzato per la user experience?

Tre punti cruciali che aiutano enormemente a individuare i colli di bottiglia che impediscono al progetto web di fluire liberamente. Questo è il punto di partenza da cui valutare dove intervenire per aggredire i risultati di web marketing che vuoi.

Cosa valutare prima di decidere?

Ecco come ci muoviamo noi di X-Brain per fare un’analisi efficace della situazione di un sito.

Nella realizzazione di siti web professionali che funzionano (soprattutto, che convertono), un ruolo determinante è giocato dalle indagini di mercato. Parliamo di tutti quei dati e numeri utili a capire se un progetto può funzionare e qual è il suo potenziale economico nel web

Un’indagine simile aiuta a capire se esiste un allineamento fondamentale tra la potenziale clientela di riferimento, il sito e il prodotto o servizio che si intende piazzare sul mercato.

In secondo luogo, larga parte delle nostre analisi riguarda il sito web stesso. Si va a verificare che ci sia una buona struttura di navigazione e si valutano una serie di metriche utili all’ottimizzazione SEO del progetto, per valutare in che modo il sito è posizionato sui motori di ricerca. Facciamo riferimento a tutti quei complessi (ma fondamentali) parametri tecnici, quali:

  • Keyword posizionate
  • Backlink
  • Internal Linking
  • Velocità di caricamento pagine
  • Presenza di errori di scansione da parte dei crawler

Insomma, si prende il sito e lo si rivolta come un calzino. È un processo di diagnosi che parte dai sintomi e arriva a individuare la cura da applicare. Una volta fatto questo, si passa alla pratica, ma con la massima attenzione.

Gli interventi di restyling per avere finalmente un sito web bello e performante hanno i loro rischi se effettuati alla rinfusa, ovvero senza un progetto alla base. Per intervenire non si può improvvisare, ci vogliono competenza, strategia e organizzazione.

Fase di intervento: ecco in cosa consiste un restyling

Una volta raccolti tutti i dati utili, è il momento di iniziare a intervenire sul sito web. A questo punto, avendo ben chiari gli obiettivi di marketing, si possono definire le strategie per raggiungerli.

Anche in questo caso bisogna tarare tutto in base alle esigenze specifiche e al tipo di prodotto e servizio da vendere. Le aree di intervento principali possono essere tre:

1.   Web design: miglioramento dell’aspetto grafico e dei percorsi di navigazione degli utenti sul sito

2.   Web marketing: individuazione delle fonti di traffico e strategie per aumentarlo

3.   Ottimizzazione: interventi tecnici per migliorare le prestazioni del sito e non perdere i risultati ottenuti con il vecchio sito (redirect 301)

Un restyling può riguardare sicuramente la parte grafica e gli elementi visivi di un sito web. L’occhio vuole la sua parte, quindi si può intervenire sull’estetica per renderla accattivante e funzionale agli obiettivi. La parte visiva è il tuo biglietto da visita e quando un utente entra nello spazio che ti caratterizza, devi riceverlo nel migliore dei modi.

Attenzione però, se facendo il restyling grafico ti dimentichi di mantenere buoni percorsi di navigazione e un alto livello di usabilità, gli obiettivi che ci eravamo posti difficilmente saranno raggiunti. Fidati!

Riguardo alle fonti di traffico: per il tuo prodotto, quale canale di comunicazione è meglio utilizzare? Te lo sei mai domandato? 

1.    Social (se sì, quali?)

2.   SEO (se sì, per quali chiavi di ricerca?)

3.   Email, video, immagini, podcast?

I sistemi da usare sono tantissimi, ma non è detto che servano tutti, a volte basta concentrarsi su una sola risorsa per ottenere il massimo risultato. Tutto dipende dal tipo di azienda che hai e dal pubblico al quale ti rivolgi. Fare un mix di tutto, spesso, risulta più deleterio che altro: pochi risultati e dispersione delle risorse.

Infine, parliamo degli interventi tecnici in meno di due secondi, perché è questo il tempo che ti danno gli utenti per vedere la tua pagina bella, pronta e caricata. Se non puoi garantirgli questo, hai perso in partenza. 

Ti sarà adesso più chiaro che un buon intervento di restyling deve assolutamente migliorare le performance del sito a 360°, in termini di velocità, usabilità e funzionalità: tutto deve scorrere liscio come l’olio, altrimenti l’utente ti abbandona in tempo record (ricordi la frequenza di rimbalzo troppo alta del tuo vecchio sito?).

Restyling del sito completato: e adesso?

Finito il restyling, finito il lavoro? Purtroppo no, anzi, siamo solo all’inizio.

Se la fase di ristrutturazione e revisione è stata efficace potremo dirlo solo valutando i risultati. Raggiungerli non è immediato o scontato. I fattori in gioco sono tanti.

Ora inizia la fase del monitoraggio: bisogna misurare i KPI, i Key Performance Indicator, che potrebbero essere tradotti così:

  • Quante visite in più sta facendo il sito?
  • Quanto engagement hanno i tuoi post?
  • Come è cambiata la frequenza di rimbalzo?
  • Il tasso di conversione è cresciuto?
  • Come vanno le vendite?

Ci sono tool come CrazyEgg o Hotjar che ci permettono di fare gli 007 della situazione. Ciò significa controllare ogni movimento degli utenti sul sito e tracciare mappe di calore per capire dove dirigono lo sguardo quando navigano le pagine, uno strumento utilissimo per giungere al livello di performance e ottimizzazione desiderato.

Restyling sì, ma fatto bene

Come avrai capito, fare un restyling è un’operazione di precisione e attenta valutazione. Chi vuole migliorare il proprio sito web, molto spesso, parte con i migliori intenti, ma alla fine il risultato è deludente, perché il rischio di affidarsi a professionisti sbagliati è alto. Ancor peggio se la scelta è il fai da te o se non si segue un percorso ben pianificato.

Il percorso per realizzare un sito web performante, come abbiamo visto, infatti, è composto da azioni precise che si avvalgono di competenze professionali: analisi, intervento, monitoraggio. Seguendolo, sono alte le probabilità che il progetto decolli seriamente. La chiave è trovare l’agenzia web giusta ad accompagnarti in questa remise en forme!