Blog - 15-12-2022

Footer: da brutto anatroccolo a splendido cigno

Un footer efficacie

Un sito web è composto da molte parti, o aree o sezioni se preferisci chiamarle così. C’è l’intestazione e il menù, ci sono i titoli, i banner e poi c’è lui, spesso bistrattato per la sua posizione: il footer. Nei nostri anni di sviluppo web abbiamo capito che esistono due gruppi di aziende: quelle pro super-footer, che lo vogliono alto, bello, arioso e ricco, e quelle per cui, ancora oggi, less is more, baby.

Ma ha senso, nella realizzazione di un sito web, trascurare in questo modo un elemento? Ovvio, noi diciamo proprio di no e se non ti bastasse la nostra opinione ci sono anche studi condotti da grandi esperti in User Experience che lo confermano. Ma iniziamo da qualche definizione.

Cos’è il footer?

Il footer è il pie’ di pagina di un sito web, ovvero la parte inferiore della struttura. È spesso ben riconoscibile anche per un colore di sfondo diverso rispetto al resto della pagina. Spazi e strutture cambiano e lo spazio è organizzato in modo differente rispetto alle altre parti del sito. Generalmente tutto diventa più arioso, meglio ancora se ci sono elementi visivi accattivanti.

Cosa contiene, invece, merita alcune riflessioni.

Cosa ci sta nel footer?

In passato, vi si riversava l’intera site map o tantissime informazioni che le aziende sceglievano più randomicamente che strategicamente, magari con un sacco di link che l’utente non aveva idea a cosa servissero realmente. A dire la verità footer del genere si trovano ancora…

Le cose nel tempo sono cambiate, per fortuna. La ricerca in campo di UX (User Experience) ha rivelato che in realtà gli utenti usano i footer. Eh già, perchè - se sviluppati bene - i footer possono diventare veri strumenti di informazione e di guida.

Secondo gli studi di Nielsen Norman Group, ad esempio, le persone tendono a consultare le informazioni presenti nel footer in vari casi:

  • dopo aver già letto altro nel sito, quando sono in cerca di approfondimenti o informazioni più precise e approfondite;
  • navigano intenzionalmente quell’area del sito prima ancora di leggere la pagina, in cerca di specifiche informazioni sapendo che lì probabilmente le troveranno;
  • si affidano al footer come ultima spiaggia perché non hanno trovato quello che cercavano da nessun’altra parte nel sito web.

Tutte queste situazioni dimostrano che per un verso o per l’altro il footer deve essere ricco, sì, di informazioni, ma anche che queste devono essere ben organizzate.

È la tua azienda che stabilisce cosa mettere nel footer. Come? Si torna sempre lì: per decidere cosa offrire in quest’area del sito web devi sapere chi è il tuo utente tipo, quali sono i suoi bisogni e le sue aspettative

XBRAIN Blog Art34 2022 footer da brutto anatroccolo a splendido cigno focus1 2022

I footer oggi sono cambiati?

Sì, noi come agenzia web abbiamo cambiato approccio nel tempo e in più di quindici anni di sviluppo siti abbiamo visto susseguirsi tutte le vite che il footer ha vissuto nel mondo del web design.

Abbiamo detto che in passato il footer era un grande raccoglitore con di tutto un po’. Oggi dobbiamo prendere atto di due verità.

Il primo dato di fatto inconfutabile è che il footer resta comunque la parte più bassa della pagina, vale a dire un punto che non raccoglie lo stesso livello di attenzione che riceve l’inizio della pagina web. Per essere raggiunto si presuppone lo scroll fino a fine pagina, ovvero, devi volerlo vedere per arrivarci.

Tuttavia, quanto detto finora dimostra che in realtà, se consultato, riveste un ruolo molto importante nell’esperienza di navigazione dell’utente. Proprio per questo, è essenziale che ciò che contiene sia realmente utile e pertinente.

L’altra verità è che i footer sono un’area di servizio, ovvero nascono per essere utili. Nella loro evoluzione questo passo verso la concreta utilità non sempre ha lasciato spazio alla creatività e alla piacevolezza (diciamocela tutta, spesso sono utili, ma poco bellini).

Oggi, invece, i web designer hanno accolto anche questo spazio della pagina come area in cui esprimere il proprio estro grafico, con animazioni o elementi visivi accattivanti, riuscendo a renderla anche una sezione a effetto wow.

C’è un però: nel footer l’obiettivo deve essere sempre quello di rendere tutte le informazioni visivamente ben organizzate, anche quando sono molte e diverse tra loro.

Premesso questo, vediamo cosa oggi tende a essere presente in un footer come si deve:

  • informazioni e dati societari aziendali
  • cookie policy
  • privacy policy
  • copyright
  • download cataloghi
  • download company profile
  • area iscrizione alla newsletter
  • area lavora con noi
  • menù di navigazione con link a pagine ben specifiche del sito
  • collegamenti a siti partner o altre business unit
  • collegamenti a social network aziendali
  • link a siti istituzionali di riferimento
  • contatti completi del servizio clienti
  • collegamento all’area personale e link diretti a storico ordini e wishlist
  • paragrafo di presentazione dell’azienda
  • loghi di partner o sponsor
  • certificazioni

Nel caso di siti e-commerce, possono essere presenti anche:

  • termini di vendita, di spedizione e di resi
  • guida a taglie e misurazioni
  • metodi di pagamento accettati
  • offerte

È chiaro, quindi, che il footer può potenzialmente essere molto ricco e composito. Nella sua progettazione, però, deve sempre prevalere il principio di utilità e di funzionalità per l’utente.

XBRAIN Blog Art34 2022 footer da brutto anatroccolo a splendido cigno focus2 2022

Footer: tappa tra l'informazione e la conversione

Facciamo un’altra riflessione. Se un utente è arrivato in fondo a una pagina del sito web è probabile che sia stato interessato anche a tutto ciò che c’era prima, che abbia letto e osservato il contenuto dell’intera pagina. Quindi il footer, o un’area immediatamente sopra, può essere l’occasione per stimolare il suo coinvolgimento verso altri contenuti correlati e pertinenti.

È l’occasione per generare un percorso di navigazione in grado di intrattenere più a lungo l’utente nel sito web, per fargli conoscere il più possibile ciò che abbiamo da offrire e arrivare a una potenziale conversione, ad esempio l’iscrizione alla newsletter, il download di cataloghi, company profile, canali social (foto di Instagram o la facebook like box).

Ultimo, non per importanza ma perché richiederebbe un articolo a sé, il footer è un ottimo strumento a disposizione della SEO. Dimentica i sovraffollamenti di keyword casuali. Oggi il footer in un progetto di posizionamento organico può davvero essere funzionale allo scopo.

Minimal o ricco, basta sia utile

Oggi sono molto di tendenza siti web con dettagli molto minimal e linee pulite, ma ciò non significa che nel footer non possa essere prevista una nutrita schiera di informazioni che vada oltre al minimo sindacale: termini di privacy, cookie policy e dati societari aziendali. Requisito essenziale è che siano ben organizzate e non confusionarie. 

E che dire dei siti web sviluppati con ricche animazioni? Arrivare a un footer piatto e anonimo significherebbe un the end piuttosto deludente.

Quindi, oltre al principio di utilità, il footer deve rispondere al principio di coerenza, un concetto tanto caro al marketing ma essenziale anche nello sviluppo web.

Quindi, tra un footer ricco e ben organizzato e uno scarno ed essenziale sappiamo già quale risulterà più coinvolgente per l’utente. Benissimo se ci sono tanti link e tante informazioni, anche completamente diverse, l’importante è che siano “apparecchiate” nel modo più chiaro e intuitivo possibile e ovviamente che siano graficamente coerenti con lo stile generale del sito web.

Pensavi che il footer fosse solo una sezione per chiudere la pagina, vero? E invece questo “blocchetto” spesso trascurato ti dà la possibilità di guidare i tuoi utenti alla soluzione che stanno cercando e di rendere la loro navigazione ancora più semplice e piacevole.

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